Restare un’ora e mezza sotto il “devastante” fuoco di fila (e anche incrociato, se è per questo!) delle domande dei ragazzi (una settantina) di alcune classi delle Medie di Borgomanero… un’ esperienza oltremodo piacevole per noi, quella del 10 febbraio scorso! E’ stato davvero molto bello rispondere all’intervista “letteraria” e alle perplessità varie degli alunni sulla scrittura e lo stato della scrittura per ragazzi. Francamente, al di là degli aspetti didattici dell’incontro, possiamo solo dire che noi due ci siamo divertiti un sacco!
E dunque, non possiamo che ringraziare gli alunni tutti, e i docenti che hanno lavorato sulla Barba magica di Natale. Ci piace qui ringraziare le professoresse Anna Barbaglia, Grazia Longhi e Margherita Brigonzi, senza la cui attività didattica e disponibilità l’incontro non sarebbe stato possibile, e i docenti accompagnatori Patrizia Pagani, Annalisa Visconti e Giorgio Francesco.
Nella speranza e con l’augurio che nessuno diventi “scuro” come Scuro, né slavato e stanco come Bianca, vi diciamo… arrivederci!
Il Cimitero di Praga di Umberto Eco (Bompiani, 2010)
Due parole tardive su Il Cimitero di Praga di Eco. Due rapide parole dettate dall’urgenza di dire due rapide cose a ridosso del giorno della Memoria.
Libro noioso all’inverosimile, ma soltanto se già si conoscono i riferimenti storici che innervano il lavoro di Eco. Ritrovare Joly e Toussenel e Drumont è come respirare una tristissima aria di famiglia, se qualcosa si è studiato riguardo alla genesi dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Assoluto rigore storico del professor Eco.
Libro noioso e privo di forza narrativa, ma soltanto se si pensa che Eco abbia voluto costruire un feuilleton alla Ponsondu Terrail. No, il capitano Simonini, protagonista sognante e “sognato” del libro di Eco, non ha nulla di rocambolesco, per quanto ammazzi senza sensi di colpa abati e fanciulle, e contribuisca in modo determinante alla costruzione di quei Protocolli che tanta parte hanno avuto nel fomentare e legittimare lo sterminio del popolo ebraico per mano nazista etc. etc.
No, Simonini non è Rocambole. Il capitano sabaudo non è un aristocratico “genio del male” alla Rocambole. E’ soltanto un gagnu (un ragazzetto piemontese) deriso dal gentil sesso, che cresce incanaglito e inacidito e pieno di paure verso gli ebrei avidi e rapaci, ebrei come il mitico Mordechai di cui gli raccontava il nonno («Io, gli ebrei, me li sono sognati ogni notte, per anni e anni»), ebrei che però «Per fortuna non ne ho mai incontrati…»; verso i tedeschi bestiali (che cacano «il doppio delle feci di un francese»); verso i francesi rancorosi («orgogliosi oltre ogni limite al punto di pensare che chi non è un francese sia un selvaggio») etc. etc. E quanti Simonini abbiamo conosciuto nella nostra vita?
Simonini non ha niente di geniale, niente di “demoniaco” ed eccezionale. Riesce a tratti simpatico al lettore per quel suo desiderio di “ragionare” e venire in chiaro con se stesso. A mio avviso, il capitano non ha – così come ce lo presenta Eco – alcuna personalità ben definita, al di là dell’odio generico ed “esangue” (se l’odio esangue non fosse già di per sé una espressione ossimorica) che sembra provare per tutti.
Simonini è soltanto un copista capace di forgiare lettere e documenti notarili “che sembrano veri”. E’ un copista che copia e ricopia e produce documenti che sono copie di copie di copie. Vive in un mondo di copie senza più originale. Simonini perde la memoria di sé. Il suo io frattale e polverizzato diventa i documenti che scrive: derridiane opere senza autore, in un gioco quasi infinito di rimandi labirintici, tanto da confondere il lettore che voglia ricostruire le origini dei Protocolli seguendo le pagine di Eco, maestro del pensiero debole.
No, Simonini non è un “genio del male”. E’ una persona come noi tutti. è il punto di convergenza di una miriade di voci sociali e incrostazioni culturali imposte “dall’esterno”. è un banale individuo esangue e grigio e privo di una personalità, come l’Eichmann raccontatoci da Arendt. E qui sta – a mio avviso – la grandezza del Cimitero di Praga.
Libro di straordinaria intelligenza, che parla in tono spumeggiante e ironico del nostro male, della comune pochezza di uomini che parlano e pensano per sentito dire, che odiano l’altro (ebreo o “negro” o kulako o “comunista” che sia) anche se «Per fortuna non ne ho mai incontrati». Quanti Simonini abbiamo conosciuto? Basta guardarsi attorno (e dentro)! Per capire che il male è banale, per nulla eccezionale.
Libro che invita a pensare sulle orme di quanto abbiamo imparato da Arendt e Milgram e Christopher Browning e Bauman e altri grandi.
Quanto alle ripetute accuse mosse a Eco, quelle di aver contribuito a confondere i lettori e quasi a prestare malgrè lui giustificazioni all’antisemitismo corrente, avendo troppo e per troppe pagine insistito nel descrivere gli stereotipi dell’antisemitismo ottocentesco, ebbene… credo non giovi parlarne: soltanto un idiota potrebbe scambiare l’ironia divertita con cui Eco racconta le dabbenaggini di Drumont e degli antidreyfusardi etc. etc. per un inno all’odio razziale.
l’anno nuovo è iniziato con una bella sorpresa: il nostro ultimo libro, La barba magica di Natale, è stato recensito su «Andersen», la più importante rivista italiana di letteratura per l’infanzia! L’articolo è firmato da Walter Fochesato, da anni membro della direzione della rivista e grande esperto di libri per ragazzi e di illustrazioni per l’infanzia.
con l’anno nuovo, inauguriamo una nuova serie di articoli che intendiemo proporvi con una certa regolarità sulle pagine del nostro blog. Si tratta di recensioni o brevi commenti su libri che abbiamo letto e che stiamo leggendo, e che ci sembrano degni di interesse, per un motivo o per l’altro. Iniziamo questa serie con uno dei nostri scrittori preferiti, il grande Roald Dahl.
Buone letture!
Il vicario, cari voi di Roald Dahl (Salani, 2007)
L’ultimo scritto di Roald Dahl: un breve racconto sulla dislessia, problema molto sentito dallo scrittore, che aveva avuto, nella sua infanzia e adolescenza, parecchi problemi di natura linguistica, tanto che in alcune pagelle di quando aveva 15-16 anni gli insegnanti lo avevano classificato come un caso di “analfabetismo” all’interno della classe.
Il racconto, i cui diritti sono interamente devoluti al Dyslexia Institute di Londra, è davvero un piccolo capolavoro: parte da uno spunto serio, e lo rovescia con la consueta magistrale ironia, che sconfina nella comicità più irresistibile. Narra la curiosa vicenda di un vicario che, dopo aver ricevuto il suo primo incarico impegnativo, per l’agitazione torna a soffrire del disturbo che lo aveva afflitto da bambino, e che aveva brillantemente superato: si tratta appunto di una particolare forma di dislessia, che si manifesta (e qui ovviamente Dahl si è preso qualche licenza) solo nel parlato e non nella scrittura e nella lettura. Il vicario, senza rendersene conto, nei suoi discorsi rovescia alcune parole, conferendo loro un significato opposto a quello di partenza. Gli effetti sono comicissimi, anche perché molte delle parole rovesciate (o anagrammate) diventano pesanti insulti ai suoi interlocutori.
Una menzione va fatta anche alle bravissime traduttrici, Manuela Barranu e Dida Paggi, che hanno dovuto reinventare le parole affette da questa strana forma di dislessia, perché le originali inglesi non erano riproducibili in italiano. Per questo, hanno ad esempio scelto di introdurre anche parole o espressioni anagrammate, per mantenere gli effetti comici di partenza (in inglese, le parole erano tutte e solo al contrario, e tutte dotate di significato).
Un applauso al grandissimo Dahl, dunque, che ha chiuso la sua carriera di scrittore con nu oloccip orovalopac.
vi segnaliamo una breve intervista radiofonica rilasciata da Simone a Laura Zucchetti di RADIO FIUME TICINO, per annunciare l’incontro-presentazione del libro Giochiamo con l’italiano svoltosi al DFA di Locarno il 16.11.2011. L’intervista, così come la serata al DFA (cui erano presenti anche le coautrici Tiziana Bisi e Giuditta Mainardi Crohas), è stata l’occasione per riflettere sull’importanza della competenza comunicativa nella società odierna. Potete ascoltarla cliccando sul player qui sopra.
Giuditta Mainardi Crohas ha inoltre partecipato a una puntata della trasmissione radiofonica La storia infinita (RETE UNO RSI), sul tema Capirsi, incentrata sulle differenze di comunicazione tra uomo e donna e andata in onda il 30.11.2011. In quest’occasione, Giuditta ha iniziato la chiacchierata parlando proprio del libro Giochiamo con l’italiano. Potete ascoltare l’intera trasmissione cliccando qui.
come già saprete, venerdì 16 dicembre, alle ore 20.30, presso la Scuole elementari di Ascona, si terrà la presentazione del nostro libro La barba magica di Natale. La presentazione sarà l’occasione per proporre al pubblico (l’incontro è aperto a tutti) alcune riflessioni sull’importanza della lettura per i bambini e i ragazzi di oggi. All’incontro, oltre a noi due, sarà presente anche l’illustratore del libro, il nostro amico Giovanni Lombardi, che spiegherà che cosa vuol dire illustrare una storia per ragazzi e quali fasi sono necessarie per portare a termine il lavoro.
La serata sarà il momento conclusivo di un’intera giornata dedicata alla magia dei libri e del Natale: tutti e tre, infatti, nel pomeriggio di venerdì animeremo alcuni incontri con gli alunni del secondo ciclo delle Scuole elementari di Ascona.
Siamo sicuri sin d’ora che sarà una giornata memorabile! Come lo sono stati, d’altronde, i due incontri con i lettori della settimana scorsa, il primo presso la libreria Ubik di Omegna, il secondo presso la libreria Les Visionnaires di Borgomanero, soprattutto grazie alla partecipazione attenta e divertita dei bambini, i primi destinatari della nostra storia natalizia. A proposito, Mario dice che Simone si è specializzato nell’imitazione delle voci delle renne di Babbo Natale. Mah… sarà vero?
inauguriamo oggi la nostra nuova versione del blog, dalla grafica diversa e – ci pare – più funzionale, con quella che forse è la nostra novità più attesa dell’anno: l’uscita nelle librerie del nostro primo vero “romanzo” per ragazzi: La barba magica di Natale (Ancona, Raffaello Ragazzi).
Possiamo dire che la storia è la nostra rivisitazione in chiave moderna di un grande classico, Il Canto di Natale di Dickens (anche se ovviamente non intendiamo paragonare la nostra scrittura con quella di un sì grande Maestro!). I protagonisti sono due: una ragazzina di nome Bianca e un vecchio misantropo di nome Scuro Moltamorte, che oltre a tutti gli uomini odia anche e soprattutto il Natale. Si tratta di due solitudini che si incontrano, e che scoprono negli abissi delle loro tristezze un fondo di magia… la magia del Natale.
Approfittiamo dell’occasione per ricordarvi i prossimi appuntamenti di dicembre, proprio per presentare ai lettori (grandi e piccoli) il nostro nuovo libro:
Giovedì 8 dicembre, ore 17.00: Omegna, Libreria Ubik:
anteprima italiana del libro.
Sabato 10 dicembre, ore 17.00: Borgomanero, Libreria Les Visionnaires:
presentazione del libro.
Venerdì 16 dicembre, ore 20.30: Ascona, Scuole elementari:
anteprima svizzera del libro con Mario, Simone e Giovanni Lombardi.
Vi aspettiamo numerosi! E nei prossimi giorni vi terremo aggiornati su eventuali novità…
finalmente possiamo annunciarvi che i nostri Cavalieri davanti al fiume sono arrivati anche su suolo italico, dopo aver invaso il Ticino.
Alcuni siti di vendite online, infatti, presentano nel catalogo anche il nostro libro. Vi segnaliamo (ma solo come esempi) www.ibs.it e www.deastore.com.
Sia pur congrande ritardo, voglio ricordare la piacevolezza dell’incontro filosofico tenutosi a Locarno il 21 ottobre scorso. E che incontro! 100 piccoli filosofi all’opera: i bambini delle classi quinte delle scuole elementari della città. Nelle splendide sale di Palazzo Marcacci, in Piazza Grande, si è svolto il primo incontro nell’ambito del premio letterario “Luca Franscella”, di cui sono stato nominato padrino.
Cosa dire?
Sono francamente rimasto stupito della finezza del ‘pensiero ipotetico’ dei bambini-filosofi. Una ormai lunga tradizione pedagogica insiste sulla loro grande capacità di porre questioni e problematizzare. Ma una cosa è leggere (su manuali e libri e giornali) di queste abilità; tutt’altra cosa è vederle all’opera. Un’ora e mezza o più di serrato ‘dibattito’ su questioni etiche (chi deve educare: il papà e la mamma o lo Stato?) di non piccola importanza con piccoli pensatori tutt’altro che sprovveduti: piccoli ‘Socrate’ in erba!
Voglio ringraziarli con grandissimo affetto, e ringraziare tutti i loro maestri, e così pure il direttore Adolfo Tomasini. Ancora una volta ringrazio la città di Locarno, alla quale mi lega ormai un profondo affetto.
è con enorme piacere che possiamo annunciarvi l’uscita in libreria e in tutti gli store online del nostro nuovo libro per ragazzi, intitolato Telefonino, non friggermi la zucca! (Ancona, Raffaello Editrice). Il libro, vincitore del concorso Montessori 2010, fa parte della collana di narrativa scolastica “Il Mulino a vento”, serie rossa, e affronta in modo serio e divertente al tempo stesso un tema di estrema attualità: l’uso (o l’abuso) del telefonino. Che cosa succede al povero Ernesto dopo che ha usato per giorni e giorni il suo nuovo cellulare per chiacchierare inutilmente con i suoi amichetti? Ch cos’è quel filo di fumo che gli esce da quelle orecchie stranamente enormi? Beh, non possiamo certo anticiparvi il succo della storia, ma…
La storia rientra in un progetto che vorremmo sviluppare nei prossimi anni sul tema più generale dell’educazione a un uso moderato e consapevole delle nuove tecnologie (dal cellulare a Internet, dai videogames ai social networks, dai lettori MP3 a ogni altra nuova forma di comunicazione e di intrattenimento), da parte dei più giovani.
Per questo motivo abbiamo pensato di accompagnare il libro con la proposta di alcuni percorsi didattici rivolti alle scuole elementari, che chiunque può visionare cliccando qui. Se siete docenti interessati ai percorsi, potete contattarci su queste pagine o su Facebook. Inoltre, il libro è corredato di un utile copione per la drammatizzazione, se volete trasformare il racconto in un’opera teatrale realizzata e recitata dai vostri allievi.
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