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Le stanze segrete

Nei polverosi sotterranei del castello di Pierina esistono innumerevoli stanze che nessuno ha mai visto. Sono stanze segrete, piene di ragnatele e di ratti, e di libri sfondati e manoscritti sformati e pergamene impataccate di calce. Neppure noi le conosciamo, quelle stanze. La leggenda dice che in tali labirintiche tane si aggiri un misterioso personaggio, un devoto della scrittura, un custode di antichi codici manoscritti e di rarissimi incunaboli. Si fa chiamare Sarlino il Pio. Nulla sappiamo di più sulle sue origini. Pare che Sarlino il Pio eserciti con acribia la professione del copista-filologo, trascrivendo in grafie moderne scritture altrimenti incomprensibili persino a emeriti paleografi di qualsivoglia prestigiosa accademia. Questo è quanto si dice. E si dice anche che si cibi degli acari che infestano e impestano i libri, per amor di cultura, per non lasciare che le pergamene preziose si trasformino nei secoli in accumuli di friabile cacca.

Traduce, trascrive, riscrive… e ogni tanto i suoi preziosi lavori emergono dalle stanze segrete, per chissà quale arcano sortilegio. Risalgono tubi pneumatici e poi ploppano in aria come fiori di carta, su nel salotto della torre di Pierina. Ma sono testi strani, e assai spesso tremendi nei loro contenuti.

E così in questa sezione del sito pubblicheremo i “regali” di Sarlino il Pio, le perle che egli ci ha voluto far trovare. E le condivideremo con voi, amici lettori. Pazientate, però, perché l’arte di Sarlino il Pio ha tempi lunghissimi.

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Le perle di Sarlino il Pio

  • Storia dei sapientissimi (racconto di Mario Gamba pubblicato sul fascicolo del Premio «Luca Franscella», Direzione delle Scuole comunali di Locarno, ed. 2011-2012, pp. 3-7).
  • Culex. La zanzara e il culturista (racconto pubblicato su «Opera Nuova», 2011/2, pp. 59-71).
  • Antico (trascritto nel mese di maggio dell’anno I dalla fondazione del castello).

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